Pubblicato su SEGNALI di dicembre:
Titolo: S’è fatta ora
Autore: Antonio Pascale
Editore: Minimum Fax
Anno di pubblicazione: 2006
Numero di pagine: 126
Prezzo di copertina: 9.50 euro.
Cinque iniziazioni che si intrecciano: l’ amore, l’impegno politico, l’impegno sociale, il mondo del lavoro, il passaggio tra le età della vita.
E’ Vincenzo Postiglione, il protagonista del romanzo, che percorre tutti questi diversi periodi. Li ripercorre raccontandoli con occhi curiosi e attenti, con uno sguardo pieno di tenerezza e partecipazione ma senza indulgenza. Mentre racconta episodi piccoli, incastrati tra loro come potrebbe fare un gioco magico e misterioso, ci offre parole ogni volta nuove e un mondo che fa ridere, piangere, commuovere. Mette in fila le parole così bene da farle sembrare una fioritura, qualcosa che è nato da sé, qualcosa di evidente e inevitabile. Queste parole, queste immagini, questi pensieri ci accompagnano per tutto il libro, si legano a ciò che è già dentro di noi e lo arricchiscono.
Come sosteneva Cesare Pavese, i bei libri sono quelli che ti dicono qualcosa che sai già, ma te lo dicono con parole migliori. O per dirla alla Holden: ” i libri veramente belli sono quelli che quando hai finito di leggerli ti vien voglia di essere amico dell’autore e poterlo chiamare al telefono ogni volta che ti va”. Allora posso dire che questo di Pascale è proprio un bel libro. Vorrei davvero conoscere Antonio Pascale e poterlo incontrare in centro per un caffè ogni volta che mi va. Vorrei essere amica di Pascale perché sa dire bene quello che nella mia testa e nel mio cuore sta insieme tutto a casino. Quando leggo i suoi libri, invece, tutta questa confusione trova un significato, un posto dove sta bene.
Ho creato un breve dizionario che raccoglie il significato delle parole di S’è fatta ora. Se somigliano un po’ alle vostre, allora, avete trovato il prossimo libro da tenere sul comodino e non lasciare più.
Amore: “L’amore in questo consiste, disperdere più che investire. Scompaginare invece che sistemare. Una cosa strana, ma una cosa da accettare.”
Desideri: “Non sospettavo ancora che ogni volta che si avvera un desiderio, la nostra immaginazione subisce un collasso.”
Felicità: “Fitzgerald parla di cose troppo belle, quelle che accadono una volta per tutte durante l’adolescenza, e sono belle perché imperfette, su quella felicità non ci costruisci niente.”
Ricordi: “Sarà che le cose importanti non te le ricordi perché, invece di restare un oggetto distante di cui avere nostalgia, diventano parte di te.”
Silenzio: “Ecco perché il silenzio diventava necessario. Tra me e lei, dico. Dava la sensazione, solo la sensazione si intende, che non ci fossero bonus da distribuire. Niente da vendere con la forza della retorica.”
Stupidità e Potere: “Ragazzi, lo so che non vi hanno mai insegnato ad amare il teatro ma, ve lo dico con il cuore, non fate gli stupidi, perché il potere vi vuole stupidi.”
Febbraio 11, 2009 alle 8:13 am |
Lo leggerò!
Grazie della recensione.
Cri
Aprile 25, 2009 alle 3:32 pm |
L ho letto e trovo la tua recensione veramente appropriata. mille grazie di cuore
Massimo Armanini
Maggio 20, 2009 alle 9:50 am |
ciao massimo!
grazie per il messaggio, una sorpresa davvero piacevole per me! è un’impresa audace quella di consigliare libri, e sapere che un mio entusiasmo ha contagiato qualcuno mi riempie di felicità! quindi grazie a te!
e a presto!
daria tinagli