Lezioni americane

a cura di dariatinagli@gmail.com

Titolo: Lezioni americane

Autore: Italo Calvino

Editore: Mondadori

Anno di pubblicazione: 1988

Numero di pagine: 135

Prezzo di copertina: euro 8.00.

“La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici. Vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore”. (Dall’Introduzione dell’Autore).


Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità, questa la letteratura del nuovo millennio secondo le previsioni di Calvino. Questo è Lezioni americane, scritto tra il 1984 e il 1985 per una serie di conferenze tenute all’Università di Harvard, pubblicato postumo nel 1988 dopo la morte improvvisa dell’autore, una specie di testamento morale. Un piccolo libro divertente, intenso, molto ricco, un insieme di appunti e promemoria sulla letteratura e sulle parole, ma anche su se stesso e il suo mondo interiore (divertente, ricco e intenso come questo libro). Un’occasione per conoscere qualcosa in più di questo autore così speciale.

Scalfari e Scurati (2009), si sono recentemente chiesti se ci sia uno sbaglio in questa previsione, ipotizzano che questi requisiti abbiano avuto negli anni un’interpretazione opposta a quella prevista da Calvino, e scrivono:

“La leggerezza si è trasformata in superficialità, la rapidità in pressappochismo, l’esattezza in arida pedanteria, la visibilità in esibizione, la molteplicità in pressappochismo. L’eleganza intellettuale da lui auspicata e rappresentata è diventata trivialità, volgarità, pesantezza.

Come è potuto accadere un capovolgimento così drammatico nello spazio breve di vent’anni?

La risposta è sospesa, forse perché per poterla dare occorre allargare il quadro entro il quale va collocata. La modernità (finita con lo stesso Calvino) è stata un’opera ricca di accorgimenti conoscitivi, di novità, di contraddizioni. Calvino conosceva benissimo quella storia, ma forse non avrebbe immaginato che quelli che lui considerava i posteri e che oggi sono i contemporanei sarebbero arrivati con una “posterità” completamente diversa da quella splendidamente descritta in questo saggio. Un’epoca è finita, un’altra è cominciata. Con ottimismo si può affermare che viviamo un momento di passaggio nel quale le ombre soverchiano la luce. E’ sempre accaduto così, ma la storia continua e prima o poi da questo passaggio buio e pericoloso si uscirà.”

Vocabolario:

- Leggerezza: “Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca”.

- Rapidità: “Nella vita pratica il tempo è una ricchezza di cui siamo avari; in letteratura il tempo è una ricchezza di cui disporre con agio e distacco: non si tratta di arrivare prima a un traguardo stabilito, al contrario l’economia di tempo è una buona cosa perché più tempo risparmiamo più tempo potremo perdere”.

- Esattezza: “La letteratura (e forse solo la letteratura) può creare degli anticorpi che contrastino l’espandersi della peste del linguaggio”.

- Visibilità: “La fantasia è un posto dove ci piove dentro”.

- Molteplicità: “Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario d’oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili.”

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