Voci di viaggio, voci di volontari

Serena Camillo racconta la sua esperienza di volontaria Sve presso Escola de Tempo Libre e Animación Sociocultural Don Bosco.
Storie o fatti significativi che ti sono accaduti

L’esperienza del cammino è stata davvero importante per me, è stato solo un assaggio perché penso che il vero cammino debba durare più di una settimana però questi 150 km mi hanno insegnato sicuramente qualcosa: l’obiettivo è meno importante del cammino che una persona compie per raggiungerlo, alle volte c’è un unico cammino ma differenti modi per percorrerlo e ognuno deve trovare il suo personale modo, l’appoggio umano è la più grande risorsa, ogni persona è un potenziale tesoro, la forza di volontà supera tutti gli ostacoli e che prima o poi bisogna fare i conti con se stessi.

Pellegrini che ti hanno colpito

Ho conosciuto vari pellegrini che mi hanno colpito, in particolare mi ricordo di una ragazza tedesca, Maggie, che stava facendo il cammino da sola e per me è stata una benedizione,: il suo volto, il suo sorriso , la serenità che emanava comunicavano più di qualsiasi parola. Ho conosciuto anche una coppia di fidanzati che stavano facendo il cammino perché la ragazza aveva rischiato di perdere la vista  7 anni prima in Thailandia, a causa di un batterio che si era insinuato nellae sue lenti a contatto e aveva promesso che se avesse recuperato la vista avrebbe fatto il cammino..lei non ama camminare..ma era li… e poi l’ultima settimana d’aprile ho fatto l’ultimo pezzo di cammino, da Monte de Gozo fino alla cattedrale con Irina e una giornalista radiofonica francese che aveva il progetto di registrare i vari suoni del cammino, dal rumore dei fiumi a quello delle strade e fare un documentario.. abbiamo parlato molto della vita, delle proprie vocazioni e per me è stato davvero importante.

Che cosa hai imparato e in cosa sei migliorata?

Sicuramente ho migliorato il mio inglese, ho imparato un sacco di parole nuove e ho migliorato la comprensione orale. Ho imparato qualche parola nuova in spagnolo e qualche frase fatta. Irina mi ha insegnato a fare rose di carta e alcuna funzioni della macchina fotografica reflex. Sophie mi ha insegnato a fare crepes. So molte più cose riguardo l’Estonia, Lettonia e Lituania: ora so che non hanno culture totalmente differenti: a partire dalla ligua e dalla storia. Ho imparato molte cose riguardo la cultura gallega, come i piatti tipici, la maniera d’essere, il tempo, la storia, la geografia, la lingua, la streghe. Ho imparato molte più cose riguardo i differenti cammini e le tradizioni che portano con se.

Cosa vuoi imparare?

Gallego, migliorare lo spagnolo, il tedesco e l’inglese. Vorrei trovare un corso di fotografia anche se per ora sembra impossibile. Mi piacerebbe lavorare con i cani nel mio tempo libero, iniziare a informarmi sui corsi per imparare la pet therapy perché più ci penso e più credo che questa sia la mia strada.

Che difficoltà hai avuto?

La principale difficoltà è stata sicuramente la lingua inglese, la prima settimana è stata davvero dura perché tutti parlavano inglese e per me era molto difficile farmi capire, farmi conoscere o solamente essere ironica,  o fare battute. Sentivo molto la mancanza di rapporti veri e autentici, alle volte ho avuto l’impressione che le persone attorno a me fossero superficiali e totalmente disinteressate. Inoltre sentivo moltissimo la mancanza di casa, dei miei amici della mia vita di tutti i giorni. E’ stato abbastanza difficile anche vivere con un gruppo di 30 persone totalmente differenti, condividere tutto, dal bagno alla cucina alle attività quotidiane, cercare di adattarsi alle differenti culture o stili di vita, prendere delle decisioni in gruppo, o semplicemente muoversi in gruppo, alle volte perdo la pazienza quando devi aspettare tutti oppure cerchi di trovare un compromesso che accontenti tutti e arriva una persona e si lamenta.

Come ti sei sentita?

Il primo mese è stato davvero strano, oscillavo da momenti di gioia immensa a momenti di tristezza e malinconia… ma dalla terza settimana in poi mi sento molto più stabile e i momenti positivi superano di gran lunga i momenti negativi. Sono davvero felice di aver conosciuto alcune persone, di aver condiviso con loro momenti importanti, credo di aver individuato le persone che fanno per me , delle quali posso fidarmi e che quindi possono farmi sentire a mio agio. I momenti di tristezza e di malinconia sono dovuti per lo più alla nostalgia di rapporti umani sari e veri..alle volte sembra che qui le persona corrano troppo veloce, o vogliano dimostrare più di quello che possono dimostrare e allora penso alla mia famiglia o ai miei amici che con essere se stessi e la loro genuinità mi comunicano un senso di benessere e autenticità. Alle volte per me è stato difficile farmi conoscere, non so se è una forma di timidezza o l’ostacolo della lingua ma più di qualche volta mi sono sentita un po’ bloccata. Alcune volte, nonostante sia sicura al 100 per 100 che questo progetto fa per me e che non avrei potuto scegliere di meglio, ho perso un po’ la motivazione perché parlo gia abbastanza spagnolo e nei momenti vuoti mi chiedo perché sono qui o non in Germania a imparare il tedesco..però poi ripenso alle mie motivazioni inizali, al mio amore per il cammino, a quanto mi piaccia la galicia alla mia necessità di tempo per capire, al mio amore per la cultura, al mio interesse per le foto per le interviste per fare video e allora so che non avrei potuto trovare di meglio.

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