Il rischio evidente che corre tutto il sistema-scuola è quello di dar valore solo a ciò che produce un risultato tangibile, di preferire il fare al sapere e all’essere. Ci sarà ancora spazio per la filosofia, per il pensiero disinteressato e non declinabile immediatamente in tecnica?
“Fenomenologia” dell’Istruzione
Ministri dell’istruzione, riforme scolastiche, decreti legge: cosa avranno mai a che fare con la “fatica dello studiare”? La stessa scuola sembra indirizzarsi sempre di più verso un modello aziendalistico, che traspare dai termini utilizzati per monitorare le attività scolastiche, come successo formativo, investimento in capitale umano, certificazione di qualità e competenze. Come porsi di fronte ad un mondo in cui la parola chiave non è più conoscenza ma competenza?
Crisi fiscale e conduzione aziendalistica
Il rischio evidente che corre tutto il sistema-scuola è quello di dar valore solo a ciò che produce un risultato tangibile, di preferire il fare al sapere e all’essere.
Ci sarà ancora spazio per la filosofia, per il pensiero disinteressato e non declinabile immediatamente in tecnica? La profonda crisi fiscale in cui versa da tempo lo Stato non ha risparmiato anche la scuola. La stessa ministro in carica Gelmini l’ha ammesso, evidenziando che le attuali riforme o proposte, come quella del “maestro unico” appena approvato, o la prospettata riduzione a quattro anni di scuola superiore, nascono da esigenze di “tagli” necessari alla spesa scolastica, mentre nessuno ha ancora annunciato una riforma complessiva del sistema.
Giovani: riappropriamoci dello studio
Studiamo per noi stessi, per dare risposta ai nostri mille interrogativi, consapevoli che prima di essere belli o “sfigati”, punk o rock, di destra o di sinistra, siamo soprattutto “una grande domanda”. Lo studio, che è certamente anche fatica, è soprattutto un allenamento per vivere, è la crescita della nostra libertà. Studiare è imparare a diventare discepoli di un maestro che non ci insegna solo cosa ma come pensare e vivere. Vista in una prospettiva di passione, di riscoperta di noi stessi, di viaggio con una meta ma senza una fine, la fatica dello studiare non è più un dovere ma un piacere. Questo piacere non va dimenticato ma riscoperto pagina dopo pagina, attraverso tutte le riforme attuate o solo annunciate: nessun progetto “tecnico” può sostituire la passione di ciò che è vero, buono, nobile.
La parola al Capo
“Le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell’esistente. Si parta dai problemi che nessuno può negare e si discutano con spirito aperto tutte le diverse soluzioni. Facciano tutti uno sforzo per evitare contrapposizioni pericolose e mostrino senso della misura e realismo. Questo approccio è essenziale per affrontare il problema delle risorse. La spesa per l’istruzione va collocata fra le priorità per l’avvenire del paese e merita una speciale considerazione. Un contenimento della spesa per la scuola anche se l’obiettivo di una minore spesa non può prevalere su tutti gli altri, e va formulato, punto per punto, con grande attenzione, in un clima di dialogo. Deve invece tradursi nel massimo sforzo sul piano della razionalizzazione e del maggior rendimento della spesa per la scuola, sul piano del sostanziale miglioramento della sua qualità.” (citazione tratta dal discorso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla cerimonia per l’inaugurazione dell’anno scolastico 2008-2009).
a cura di Chiara Bertato