L’Ufficio Progetto Giovani, da diversi anni è ente di invio e di accoglienza dei giovani del Servizio Volontario Europeo (S.V.E.) del programma comunitario Gioventù in Azione. Numerosi sono infatti i ragazzi tra i diciotto ed i trent’anni, che decidono di dedicare un periodo della loro formazione all’estero, o perché al termine degli studi universitari o durante una pausa “sabbatica” dal percorso professionale intrapreso, per svolgere un’esperienza di volontariato in un ambito di preferenza tra le numerose offerte rese disponibili dal programma.
Progetto Giovani, oltre a fornire un orientamento agli aspiranti volontari italiani in partenza, ospita a Padova ogni anno dai due ai sei volontari europei all’interno di progetti SVE di carattere socio- culturale finalizzati alla promozione dell’interculturalità e della solidarietà.
Realizzare un progetto di volontariato SVE è sicuramente un’esperienza di crescita e maturazione personale, i cui “risultati” (o frutti) si misurano soggettivamente per ogni volontario. Non è possibile identificare al momento della partenza cosa ognuno porterà a casa al rientro dal proprio “viaggio”, poiché in ogni “romanzo di formazione” l’avventura del percorso contiene sia momenti d’entusiasmo che incoraggiano, sia prove individuali che possono rendere difficile proseguire. Senz’altro quando si arriva al termine del percorso (fuor di metafora, del progetto) si è diversi, come testimoniano molti volontari che sostengono che lo SVE abbia cambiato loro la vita! Talvolta questo si traduce nell’acquisizione di una nuova prospettiva, un punto di vista più aperto verso il mondo e le sue molteplici culture, la comprensione o l’intuizione d’essere <<cittadini del mondo>> e che questo sia un vantaggio per poter tradurre in progetti concreti dei sogni ritenuti magari improbabili. E’ il caso di molti volontari che a conclusione dallo Sve si fermano nel paese che li ha ospitati perché hanno trovato lavoro o per le nuove amicizie che li fanno sentire a casa, oppure di quelli che ripartono dopo poco tempo alla ricerca di nuove mete, nuovi viaggi, nuove trasformazioni d’orizzonte.
Talvolta l’esperienza SVE , invece, è un piccolo “bulbo” che il volontario tiene in tasca per qualche tempo, e che a distanza, quando sarà la sua stagione, darà il frutto.
Vogliamo lasciare ai lettori del nostro sito una traccia del passaggio dei “viaggiatori” che da poco hanno concluso un progetto nella nostra città, attraverso piccoli estratti della loro testimonianza di volontari.
I loro progetti “Equal Opportunities for Disabled Students” (Martha, Laura, Raphael e Arve) e “Giovani per l’Intercultuturalità” (Ilona e Lourdes) si sono conclusi nel mese di Agosto e si sono svolti rispettivamente nell’ambito della disabilità, il primo, e dell’animazione giovanile e dei servizi sociali, il secondo. Il primo si è svolto in collaborazione con il Servizo Disabilità dell’Università degli Studi di Padova.
Michela, operatrice di Progetto Giovani
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Io? Volontario S.V.E.!
“Ci sono tanti motivi per cui scegliere di svolgere un anno all’estero grazie allo SVE, io l’ho scelto principalmente per la mia crescita personale. Ho deciso di fare un anno di esperienze all’estero con lo SVE perché volevo conoscere altre culture. Ad ottobre comincerò a studiare medicina. Questo era anche una motivazione per me a fare un anno SVE”. (Laura- Germania)
“Ho deciso di fare il Servizio Volontario Europeo, perché mi piaceva l’idea di lavorare in un progetto sociale e di lavorare per la coesione e l’unione dell’Unione Europea. Volevo fare un’esperienza all’estero per una crescita personale, uno scambio culturale, per imparare una lingua nuova e per conoscere un altro paese. Ho cercato progetti in Italia perché mi piace questo paese e la lingua italiana da tanto tempo. Inoltre mi piace la musica italiana e l’opera e volevo capire i testi delle canzoni. Volevo usare quest’anno dopo la scuola e prima di andare all’università per riflettere su ciò che potrei fare dopo, per conoscere un campo d’attività nuova per me (come il lavoro con disabili), per lavorare nel settore sociale e per vedere i miei limiti e capacità”. (Martha- Germania)